lunedì 29 giugno 2009

L'alba

L’alba è un buon momento per me. Nonostante la pressione bassa (ma bassa davvero…), la mattina presto mi piace. Mi piace alzarmi nel buio della casa, in inverno, attraversare le stanze silenziose e calde e prepararmi il caffè, alla luce del faretto sul fornello, mettermi davanti alla finestra, con la tazza in mano, con la mè stessa riflessa nel vetro, ad immaginare il freddo che farà là fuori. E poi uscire, con la luce del giorno che ancora non si decide a rischiarare il cielo, e vedere le facce di ogni mattina, i netturbini nei lori giri mattinieri con la ramazza in mano, il corriere che porta la posta alla banca di fronte a casa, la badante ucraina che porta a spasso il cane e si fuma la prima sigaretta della giornata. E poi infilarsi nel guscio ancora gelido della macchina, e magari grattare via il ghiaccio dal parabrezza, tirando le maniche del cappotto fin sulle dita (perché, si sa, io non ho mai i guanti a portata di mano...) E poi partire, stringersi nei vestiti fin quando il riscaldamento non smette di soffiare, e guidare nel buio ancora per qualche tempo, fino a quando – se è bel tempo - una sfolgorante lama di luce inizia a luccicare sull’orlo inferiore dell’orizzonte, proprio lì, dove il cielo si incolla alla terra. O d’estate, quando apro la porta finestra del terrazzino e mi viene incontro festoso il profumo del gelsomino, il tubare degli odiati piccioni, il profumo del caffè della Carla che è già piedi dalle cinque, il cantilenare della radio della signora di fronte che ascolta la prima messa del mattino. E sempre le solite facce: la badante ucraina con lo stesso cane di sempre, ma con un paio di sandali di plastica gialla ai piedi, il corriere della banca con una camicia sbracciata, i netturbini senza più la cerata grigia ma con le magliette azzurrine; e poi, le rondini festanti che girano intorno al palazzo della pinacoteca, le finestre aperte di primo mattino e le tende che svolazzano al vento...

La foto in questa pagina ritrae un’alba di aprile, il mattino dopo un violento acquazzone notturno; e ritrae la Puzzola Sovrana, in una foto un pò mossa, che si gira di scatto al mio richiamo di mamma rompiballe che tutte le occasioni sono buone per fargli una foto.

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