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giovedì 26 agosto 2010

Un pò di verde

La stoffa l'avevo comprata poco dopo Pasqua (!?) dal mio amico Ronni che vende stoffa al mercato e che ormai mi saluta da lontano e mi dice "Mezzo metro?" (perchè sa che per le bamboline della Gugliata preferisco prendere piccoli tagli ma più fantasie e colori diversi).
La stoffa mi era piaciuta molto: un bel tessuto di cotone pesante di un verde tenero e una fantasia di righe e quadri sul bianco, verde e viola. Poi, all'inizio dell'estate avevo cominciato a cucire dei cuscini, ma, un pò per il poco tempo un pò per la stanchezza delle settimane che hanno preceduto le vacanze, avevo accantonato il tutto, anche se la stoffa era già tagliata e in parte imbastita. Questo fine settimana però mi sono messa d'impegno e finalmente ho cucito i famosi cuscini... Uno bello gonfio per il divanetto...

... e gli altri con i lacci da legare alle sedie...
Poi, visto che tutto questo verde mi piaceva molto, ho aggiunto qualche particolare, verde, alla cucina: un guannto e un canovaccio comprato all'IKEA....

... piatti (sempre dell'IKEA)....

e infine una zuccheriera a pois verdi e bianchi trovata su una bancarella al mercato!


Sembra quasi di avere una cucina diversa (mica vero, però... i mobili sono sempre gli stessi da otto anni a questa parte e sono destinati a rimanere tali ancora per mooooooolto tempo...)

venerdì 4 giugno 2010

Lattuga e ravanelli

L'ho studiato attentamente per giorni....

... poi ho comprato i semi: lattuga....

... e ravanelli....

Infine, ho seminato il tutto, "a spaglio", e innaffiato perbenino, esattamente come ho trovato scritto nel Manuale sull'orto....


Si, ma io l'orto con ce l'ho!!!!!! A dire il vero non ho neanche un giardino o un grande terrazzo, ma solo un piccolo, piccolissimo terrazzino affacciato sui tetti del centro storico della mia città; e così, per fare crescere le verdurine, mi sono accontentata di due vasi di plastica... :-)))))). Re Quercia mi guarda scettico e dice che non crescerà nulla; io dico di no, chissà....

lunedì 24 maggio 2010

In fondo al sentiero, dove finiscono i pini

Il pomeriggio è lento e un pò afoso; minaccia pioggia, e il tuono rimbomba in lontananza, ma ancora qui non piove. Ci incamminiamo pigramente, lungo un sentiero costeggiato dai pini, ridendo, così, tanto per smaltire il pranzo nella vecchia trattatoria, che è stato buonissimo ma decisamente abbondante. Le orchidee selvatiche punteggiano di azzurro l'erba alta che costeggia il viale di terra battuta, irto di sassi, e all'improvviso lasciano il posto a cespugli di piccolissimi fiori bianchi, come tanti batuffoli di ovatta, accucciati sotto i rami di una quercia grandissima che troneggia sulla destra del sentiero. Ed eccola, la casa. All'improvviso, in fondo al sentiero, dove finiscono i pini. E' disabitata da tempo, di proprietà di una ricca famiglia francese che non viene quasi mai da queste parti; solo di tanto in tanto, c'è solo un custode, che si prende cura dell'orto e che falcia regolarmente il prato. E' stato come essere catapultati in un sogno, in un romanzo di quelli che ti tuffi dentro e nuoti, tra parole e immagini, tra colori che ti sembra di vedere e odori che davvero ti sembra di sentire. Un romanzo da cui non vorresti mai uscire.
C'è una pergola, a fare ombra ad una finestra dagli infissi e dall'inferriata bianca, riquadrata di panchino giallognolo, affacciata su un grande vaso di ortensie...


... e un'altra finestra, proprio sotto un cespuglio di lavanda ...

.. e accanto alla casa, un piccolo edificio, proprio di fianco all'orto; il cielo è coperto e l'aria afosa, e dalle nuvole filtra una luce grigia e tagliente che fa brillare l'erba umida... se questa casa fosse mia (magari lo fosse... forse in un'altra vita...) questa sarebbe la mia "casina" privata, solo mia, per lo scrap (eh eh eh...) e i libri.... Ed ecco l'orto....

... e il sentiero delle fragole.....

.. rampicanti sulla facciata....

E il boschetto. E qui mi è preso un colpo: non sembra il boschetto in cui Elizabeth corre a leggere la lettera spedita dalla zia, quella in cui le rivela ciò che Darcy ha fatto per salvare Lidia e l'onore della famiglia Bennet? O forse sono solo una Austen-maniaca? Forse, ma davvero questo posto potrebbe essere stato abitato da Elizabeth: la vecchia casa un pò malconcia, il grande parco, il boschetto, una vista stupenda... continuo la mia visita, con la strana sensazione di aggirarmi in un posto noto...

Le prime gocce del temporale annunciato iniziano a cadere, pesanti come biglie; ci affrettiamo sulla via del ritorno, di corsa verso la macchina, con la giacca sulla testa, la macchina fotografica al riparo sotto la maglia.. getto un ultimo sguardo al prato della casa, questa scoperta inaspettata di un pomeriggio di domenica, la "casa di Elizabeth", la casa che sarebbe piaciuta anche a Jane Austen: migliaia di piccole margherite sbucano dall'erba, come un tappeto, proprio sotto i rami della grande quercia.