E' lunedi, ho un gran raffreddore e un mal di testa sottile come la lama di un coltello che non mi lascia praticamente mai. Puzzola è reduce da una febbre ostinata e ha una tosse da paura; ho un mucchio di cose da stirare e un bel pò di lavoro arretrato. In più questo inizio d'anno non è come me lo sarei aspettato, e sta deludendo molte delle mie speranze. Manca ancora mezz'ora prima di arrivare a casa ma stasera c'è una luce bellissima; sono quasi le sei del pomeriggio, e sull'orizzonte luccica una lama di luce che divide in due il cielo, scaldandolo di rosa, e di arancione, e di azzurrro pallido e di violetto. Fermo la macchina nel bel mezzo del nulla, e afferro dalla borsa la mia inseparabile macchina fotografica, incurante delle auto che mi sfrecciano accanto e che magari pensano "questa è matta". C'è un tramonto da brivido, stasera, in diretta per me sullo schermo di questa mia giornata, uguale a tante altre, come perline della stessa collana, come le pagine dello stesso libro, che frusciano e scorrono sotto le dita e che una volta passate non tornano indietro. C'è un tramonto da brivido, stasera; e mi può bastare, per tirare il fiato o addirittura (oddio oddio) per essere felice....
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lunedì 14 febbraio 2011
martedì 4 maggio 2010
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